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Arrediamo su Con la nuova collocazione del bagno a lato dell'ingresso, la cucina a vista del piccolo monolocale conquista una posizione meno invadente rispetto alla zona giorno/notte e riesce a beneficiare di maggior spazio e luce naturale. Entrambi i vantaggi, ottenuti con la ristrutturazione, sono assecondati e accentuati dal posizionamento del mobile a penisola di fronte alla nicchia con ripiani in vetro acidato: è data maggior autonomia e discrezione ai due ambienti ed è raddoppiata la zona operativa con un comodo piano di lavoro e sottostanti frigorifero e cassettiera. È a livello estetico formale che questa cucina diventa protagonista con un arredo fuori dagli schemi che non simula ma espone, con orgoglio ed eleganza tecnica, le funzioni che le sono proprie attraverso elementi indipendenti liberamente assemblati in cui predominano l'acciaio e un deciso colore arancio. A dare coerenza all'insieme e ad ammorbidire i toni forti è il pavimento neutro grigio chiaro. Ideale per sfruttare al meglio i piccoli spazi è il sistema industriale Progetto Multisystem realizzato da Euromobil, che permette un'ampia varietà di combinazioni compositive e di soluzioni cromatiche. Toni high-tech e funzionalità che si ritrovano anche nella rubinetteria serie Atrix di Savil. 


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Il gruppo composto dal valenciano Josè Llavador, dallo studio Schiattarella e da Aldo Mazzanobile è il vincitore del concorso internazionale di idee per la progettazione del nuovo Waterfront di La Spezia.
Indetto dall’autorità portuale, in comunità d’intenti con Comune, Provincia e Regione, il concorso nasce dall’esigenza di valorizzare e recuperare ad una dimensione urbana le aree portuali di Calata Paita che verranno dismesse prossimamente, offrendo l’occasione unica di conquistare una nuova compatibilità tra lo sviluppo industriale e quello turistico, e soprattutto, di recuperare il rapporto della città col mare. Da molti decenni ormai, la relazione dei cittadini di La Spezia con il mare era negata o almeno fortemente condizionata dalle strutture industriali e commerciali del porto: lo sviluppo dell’attività portuale aveva finito per sovrastare la dimensione urbana e la vera identità del luogo.
Il progetto redatto dallo studio spagnolo Areas di Josè Maria Tomàs Llavador, dallo Studio Schiattarella di Roma e dall’architetto Aldo Mazzanobile, è quello che meglio ha risposto ai principi di Sostenibilità, Qualità Urbana, Sviluppo turistico e Mobilità, posti come linee guida dal bando. È un progetto molto raffinato sia nel disegno della linea di costa che nelle connessioni con la città. Di grande interesse la soluzione di parziale interramento di viale Italia all’altezza di piazza Europa e del Centro Allende. Il waterfront spezzino, con i suoi 15 ettari, è un intervento di dimensioni rilevanti destinato a cambiare il volto della città. Il progetto prevede la realizzazione di un terminal crocieristico, che permetterà lo sbarco di 4.000 passeggeri al giorno diretti oltre che in città, verso le Cinque Terre, Pisa e Parma; la realizzazione di un nuovo bacino per la nautica da diporto (300 posti barca), il recupero e riqualificazione degli spazi urbani e verdi di tutto il lungomare cittadino (circa 2 Km). Saranno inoltre realizzati un auditorium, attrezzature ricettive e congressuali, commerciali e residenziali per circa 45.000 mq. Nel progetto è stata data molta importanza alla sostenibilità ambientale e grande attenzione agli aspetti bioclimatici: l’orientamento e la forma degli edifici sono stati progettati in funzione dell’andamento solare e dei venti prevalenti, della vegetazione e della presenza dell’acqua, in modo da ridurre al minimo le dispersioni termiche ed il consumo energetico. L’intervento è stato studiato secondo i metodi della finanza di progetto, in modo che possa essere completamente realizzato con risorse private.
Tra le 64 domande di partecipazione sono passati alla 2° fase in 16 tra i quali sono stati selezionati i cinque finalisti: Obermeyer, Studio Valle, Guillermo Vazquez Consuegra, Ove Arup e Josè Lavador.
José María Tomás Llavador è un architetto urbanista di fama internazionale. Nato a Valencia nel 1954, è stato protagonista della trasformazione urbanistica della città spagnola. A lui si devono il nuovo fronte, la fiera e la Città delle Arti e delle Scienze di Valencia. Membro del Royal Insitute British Architects dal 2000, ha partecipato a molti concorsi a livello internazionale dove si è qualificato tra vincitori: l’intervento Puerto Ciudad de Las Palmas de Gran Canaria (in collaborazione con Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa); il porto turistico e terminal crocieristico di Golfo Aranci; il programma di riqualificazione del waterfront di Olbia; il progetto Campidoglio due – la casa dei cittadini a Roma; il recupero dell’area urbana ex depositi tranviari con l’insediamento di strutture sportive, museali, culturali, commerciali e residenziali di Modena; concorso per il Museo della Scienza di Daejion in Corea del Sud. A marzo scorso è stato vincitore, con l’architetto Jean Nouvel, del concorso Valencia del Mar. 
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La tipologia e l'estetica di questa cucina a vista sono rivolte ad enfatizzare lo spirito anticonvenzionale e giovanile emanato dal bilocale soppalcato che la contiene. Informale è l'arredo con elementi flessibili che neutralizzano la rigidità della parete e insolito è il contrasto cromatico, mantenuto in equilibrio dal bianco d'insieme tra le superfici verticali delle ante color pervinca e l'intensità del pavimento nero. Per quanto riguarda lo studio distributivo, lo schema dell'arredo è suggerito dalle caratteristiche dell'ambiente: alla parete a tutta altezza è addossata la cucina in linea completata da una colonna a giorno quale diaframma tra o spazio cucina vero e proprio e il percorso verso il bagno, il volume della cabina armadio è sfruttato per collocare il tavolo semicircolare a console all'occorrenza ampliabile. Caratteristica di questa sorta di piccolo loft è anche la finestra di notevole altezza, che è stata dotata di una morbida tenda a pacchetto per scaldare l'ambiente e ottenere una luce filtrata meno intensa. Pervinca e indaco sono gli originali colori della cucina Perla prodotta da Lube Over con finiture in alluminio e legno, che ben si abbinano alla struttura in acciaio verniciato alluminio e al piano in ciliegio del tavolo consolle Dolby di BZB Bomtempi, e agli sgabelli Bombo Stool di Magis. A dare risalto all'insieme è il pavimento Biblu nero in grès porcellanato ceramico Lappato di Panaria. 


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Con la creazione del soppalco per la zona notte e della cabina armadio che isola la cucina e il pranzo, il soggiorno ha acquisito una nuova identità di luogo unicamente dedicato al living e al relax. Il suo arredo, sia come organizzazione spaziale sia come connotazione formale e cromatica, è studiato per esaltare la rigorosa architettura d'interni, per enfatizzarla e non prevaricarla. Il living, contenuto all'interno di un grande tappeto, diventa protagonista.
 
< | Da giorno-notte a solo living |
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| IMBOTTITI DAI COLORI NATURALI ENFATIZZANO L'ARCHITETTURA D'INTERNI È disegnata e realizzata su misura da Albini &Fontanot la scala in alluminio e plexiglas, ancorata alla prima pedata quadrata in muratura. Sono poste in risalto dal pavimento nero, Biblu di Panaria, le forme pulite degli imbottiti Arketipo. Entrambi di tonalità chiara è XL il modello del divano a tre posti e Speedy quello delle due poltroncine su ruote per un arredo più flessibile. Una nota di colore dalla forma sinuosa è la lampada Rx o di Murano Due.
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